“Il Viandante”

Publicado: março 24, 2013 em Conto

Il Viandante – Tradução italiana – Com previsão de Lançamento na Itália, em 2014

PRESENTAZIONE DE “IL VIANDANTE”

Tradução e Prefácio – De Mauro Porru

Niente è sicuro nella vita del viandante Thoth Fênix. Sotto il peso di un nome che contempla il divino e la resurrezione, quest’uomo di quasi quarant’anni, di probabile origine egiziana, improvvisamente decide di abbandonare il mondo del lavoro e scollegarsi dalla società degli eccessi, dagli stimoli esasperati, dal traffico, dal rumore. Una società in cui le senzazioni e i fatti sono divorati più che incontrati, le distanze accorciate e i tempi ridotti. Una società che ci dà l’illusione di poter accedere al mondo con più facilità, quando, in realtà ce ne stiamo allontanando. A causa di tutto ciò, Thoth Fênix diventa un viandante, comincia un lungo viaggio senza meta, senza una data definita per tornare. Invece di lasciarsi frastornare dalla frenesia della vita contemporanea, preferisce allontanarsene, dissociarsi dal ritmo superaccelerato della modernità e cerca una condizione riflessiva che gli permetta di recuperare spazi e tempi trascurati o di godersi posti paradisiaci, meravigliosi e spettacolari inesplorati. Con il suo sguardo sensibile che vede dove non si può vedere ad occhio nudo, entriamo in contatto, nello svolgersi della trama, con i posti visitati dal viandante: posti poco esplorati, posti dove tutti vorrebbero andare almeno una volta nella vita.
Simile alle sabbie mobili, la narrazione procede di forma ibrida e frammentaria. Un pastiche intertestuale che, allontanandosi da forme sistemiche e armoniche, assume la configurazione di un collage, in cui si accumulano molteplici citazioni tratte da fonti diverse. Un modo di narrare eclettico che elimina le barriere tra la scrittura ed altri saperi come storia, geografia, architettura, botanica, biologia, antropologia, cinema e poesia.
Un movimento ondulare conduce lo sviluppo della trama narrata in prima persona da Thoth e in terza persona dall’amico Matheus Leão Adonias, suo interlocutore privilegiato e fedele depositario delle sue memorie. Il tempo della narrazione, per la propria conformazione della scrittura che assume toni diaristici, nonostante sembri sicuro all’inizio – São Caetano do Sul, São Paulo, giovedì, sette febbraio duemilaotto. Sono le ore undici e dieci minuti -, nel corso della narrativa diventa incerto, intercalandosi al tempo della storia.
Il grande assente, nel romazo Il viandante, è Eros nella sua accezione di impulso sessuale. La propria voce autoriale avvisa che il testo ha un tono asessuato. Di questo Thoth moribondo che spesso non viene neanche notato, conosceremo appena le sue aspirazioni e le sue debolezza. Assisteremo alla sua ricerca di un Soggetto atemporale e trascendentale; un Essere che barcolla nel buio. Il “fare” di questo viandante, con tutte le sue connessioni riguardo al rapporto della vita con la società, è sostituito dall’ “essere”, tramite i suoi tipici interessi in cui si contempenetrano l’interiorità, l’Io, la sua consistenza, essenza e significato.
Thoth, nel suo estremo desiderio di libertà, sceglie essere “se stesso”, senza cedere alla tentazione di adeguarsi ai ruoli prestabiliti dalla società e dalla cultura in generale e manifesta, alla fine, un’ aspirazione all’eternità, identificandosi con l’ibis, quell’uccello che muore e rinasce dalle ceneri il giorno dopo in un posto sconoscriuto.

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